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Casa Martelli

Dopo la costruzione della strada napoleonica (1806), Belgirate divenne una stazione di posta del servizio di diligenza per il Sempione. L'edificio che l’ospitava divenne poi l’Albergo Borromeo, uno tra i primi della sponda vergantina, che oggi non sussiste più come tale.
Esso è agevolmente riconoscibile nel lungo fabbricato che si affaccia sulla strada e si fregia, alla sommità, di una cimasa ricurva, di quelle che l’architetto Defendente Vanini usava mettere negli edifici da lui progettati. Infatti, intorno agli anni Settanta dell'Ottocento l'albergo dovette subire ampie ristrutturazioni fino ad assumere quell'aspetto imponente e raffinato che troviamo nelle immagini pubblicitarie di quegli anni, diventando quasi un simbolo dell'ospitalità di Belgirate.

Vi abitò per qualche tempo il pittore Max de Fichard, e in seguito ragguardevoli famiglie locali, come i Martelli e i Fiume, alla quale apparteneva il noto pittore Guido Fiume, cui si deve il restauro di alcuni dipinti nella “chiesa vecchia”.